E’ stata un’autentica rivoluzione. E il mercato l’ha premiata. Parliamo della Nissan Qashqai: 540mila immatricolazioni in Europa, tra la versione a cinque posti e quella a sette; 75mila vendite in Italia, dove il modello controlla il 40 per cento del segmento crossover. Le cose vanno talmente bene, che nella fabbrica di Sunderland (Inghilterra) hanno dovuto avviare un terzo turno di lavoro per soddisfare la domanda.

La Qashqai è oggi, come la Micra fu un tempo, il potente motore della Nissan: basti dire che nel nostro Paese rappresenta il 52 per cento delle vendite totali della marca. Aggiungiamo al palmarès anche il trofeo della sicurezza (5 stelle, il massimo, nei test dell’ente indipendente EuroNcap: con il più alto punteggio complessivo mai raggiunto da un’auto) e abbiamo completato il quadro.

Ma la Qashqai ora si rinnova. Non si tratta, a rigore, di un salto generazionale: la base è ancora quella delle origini. Ma i ritocchi sono sostanziosi. Il frontale (cofano, griglia, luci, parafanghi e paraurti: tutti nuovi) è più tecnico, più incisivo, più sportivo. All’aria pacioccona di ieri si è sostituito un aspetto più battagliero. Sulla coda, luci ridisegnate (e rinvigorite con 12 led) e spoiler rimodellato. Infine, due nuovi colori della carrozzeria: rosso «warm» e grigio «style».

All’interno, l’innalzamento di tono è altrettanto marcato: plastiche più chiare, illuminazione delle soglie anteriori, plancia ampiamente rimaneggiata, abbassamento del display del navigatore satellitare. Plastiche più curate e gradevoli, parabrezza acustico per le versioni a gasolio, ritaratura delle sospensioni e introduzione di un nuovo servosterzo: davvero un bel salto di qualità.

Quattro i motori a disposizione: due a benzina (1.6 16V da 115 cavalli e 2.0 16V da 140 cavalli), altrettanti a gasolio (1.5 dCi da 106 cavalli e 2.0 dCi da 150 cavalli). Sono i motori già in servizio. Ma l’offerta viene estesa con la versione 1.5 dCi Eco.

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