BERGAMO — Quando parla di politica, della sua politica, concepita come alta, nobile e necessaria per risolvere i problemi veri della gente, gli occhi gli si illuminano. Stefano Benigni, coordinatore provinciale della Giovane Italia, crede in quello che dice. E’ un talento naturale questo ragazzo di 22 anni che studia economia all’Università e lavora con il padre. Ora serve qualcuno che quel talento politico glielo lasci sviluppare. La sua concezione di politica è giovane, fresca e innovativa, slegata da standard. E, inevitabilmente, destinata cozzare con quella dei “senior”, come li chiama lui.

Stefano Benigni, numero uno della Giovane Italia

Stefano Benigni, numero uno della Giovane Italia

Le prime avvisaglie ci sono già: “Sento un po’ di delusione perché, a partire dal coordinatore, in questi mesi al posto di parlare di temi importanti vicini alla gente sembra che il nostro partito sia capace di parlare solo di nomine, consigli d’amministrazione, giochi di potere. In realtà il Pdl non è un’alchimia della politica di palazzo, ma è stato voluto fortemente dalla gente. E’ la gente ne ha scelto il nome, ed è nato da una grande intuizione del presidente Berlusconi. Di certo non è quella attuale l’immagine che il Pdl bergamasco può avere”.
“Noi puntiamo a parlare di contenuti – prosegue Benigni che si dice berlusconiano doc – noi nasciamo nell’era Berlusconi, puntiamo ad uscire dall’ottica delle correnti e dei giochi di potere. In questo momento di crisi economica e finanziaria la gente ha bisogno di sentire parlare di altri temi…”.

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