ZINGONIA – La presenza di Arrigo Sacchi, coordinatore delle nazionali giovanili italiane, al Centro Bortolotti di Zingonia onora l’Atalanta e il suo progetto di calcio. Detta così, pare una dichiarazione di qualche dirigente. Invece lo scrive uno che ha assistito alla conferenza stampa dell’ex allenatore del Milan e della Nazionale pensando anche, per qualche istante, che le parole lente e compassate di Sacchi fossero il racconto della realtà orobica e non la speranza di una nuova cultura sportiva.

Il massimo dirigente giovanile nazionale, accompagnato dal fido Viscidi, ha raggiunto Zingonia attorno alle 10.30 e per due ore buone ha parlato agli allenatori del settore giovanile. Ha dato consigli, secondo lui c’è stato anche un confronto ma ciò che fa davvero rumore è che la trentina di maestri di calcio che a Bergamo provano a disegnare il futuro dell’Atalanta (compreso Stefano Colantuono) abbiano potuto confrontarsi con una persona di tale livello.

Arrigo Sacchi è partito da Bergamo, ha scelto l’Atalanta perchè a lui “piacciono gli innovatori e i cultori dei vivai, Percassi e Favini in questo sono maestri”. Chiaro, limpido, perfino scontato per chi mangia pane e Atalanta. Stupefacente, per tutto il resto dell’Italia pallonara che conosce solo di rimbalzo la concezione giovanile del calciatore atalantino: rispetto, educazione, crescita umana prima ancora che tecnica.

Fabio Gennari

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