Siamo nel Cile di Augusto Pinochet. Il regista Pablo Larrain filma e documenta un pezzo di storia cilena con il suo colorato “No – I giorni dell’arcobaleno”. E’ il 1988, dopo il colpo di stato (1973) che portò al potere il generale Pinochet e 15 anni di dittatura, viene indetto un referendum per rispondere alle numerose pressioni internazionali di democrazia. L’elettorato dovrà decidere tra il “sì” e “legittimare” in questo modo il potere del generale e il “no” con il quale dovrà invece lasciare.

La locandina del film "No, i giorni dell'arcobaleno"

La locandina del film “No, i giorni dell’arcobaleno”

I leader dell’opposizione – sostenitori del No – convincono un pubblicitario, Renè Saavedra (Gael Garcia Bernal), apparentemente non schierato politicamente, a seguire la loro campagna elettorale. Il regime concede una copertura televisiva per la campagna del “NO” di soli quindici minuti, con notizie, programmi e spot da trasmettere ogni sera.

Nonostante i rigidi controlli e con i pochi mezzi a disposizione i pubblicitari riescono a lanciane lo slogan No “sta arrivando la felicità” a utilizzare come simbolo un arcobaleno.

Il concetto creativo della campagna non è un messaggio di dolore ma di gioia e allegria. I colori dell’arcobaleno includono le anime di tutti i partiti e le tendenze politiche di coloro che sostengono in modo democratico e con le loro diversità il NO.

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