Incontriamo durante la decima edizione del Tuscia Film Fest, rassegna cinematografia che ogni anno si svolge nella città medievale di Viterbo, il regista e scrittore Roberto Andò. Un salotto che ospita registi, attori e sceneggiatori per discutere insieme dei loro film. Andò è un uomo che sa farsi ascoltare. Parole, pacate e dirette. Ci parla di “Viva la libertà” interpretato da Toni Servillo e Valerio Mastrandrea. Una pellicola che è diventata un caso, accolta da ottime critiche e da un meritato successo di pubblico, girata quando la situazione politica in Italia era ancora da definirsi, prima delle recenti elezioni e delle attuali evoluzioni. Tratto dal suo romanzo “Il trono vuoto” racconta la storia di due gemelli, un doppio ruolo per Toni Servillo che interpreta, contemporaneamente, il segretario del maggior partito di opposizione e un filosofo dalla geniale follia. Cosa accade se il politico viene sostituito dal gemello filosofo? grazie ad un azzardo un nuovo politico con un linguaggio diverso che colpisce e sorprende viene consegnato sulla scena politica italiana ormai da troppo tempo scollegata dalla vita sociale.

Roberto Andò robertoando

Viva la libertà è uscito durante la campagna elettorale e prima dell’esito delle elezioni. Come è cambiata la situazione politica italiana e ritrova qualche legame con il film?
Dal tempo dall’uscita del mio romanzo a quella del film che è successiva, c’è stata l’implosione di tutta un’aspettativa che riguardava la possibilità che la sinistra potesse avvicendarsi al governo, in senso pieno e legittimo. Prima abbiamo avuto questa fase lunga del dopo Berlusconi che è stata quella del trono vuoto come è il titolo del mio libro, nel senso che è stata propria la politica che ha, in qualche modo, deciso che tecnicamente doveva assentarsi dal trono lasciandolo a Monti. In questo periodo Monti che cosa è stato, lo abbiamo capito subito e anche dopo. Da quel momento, è iniziata questa speranza che il PD ha preso come certezza e si è comportato così, come se fossero già vinte queste elezioni. Di fatto ha perso questo appuntamento molto importante per questo paese e, contemporaneamente, ha assistito alla rinascita di Berlusconi. Non saprei cosa aggiungere, siamo implicati in un governo che è imbarazzante per mille aspetti e porterà sempre più imbarazzo per ragioni evidenti. Con la logica della salvezza della patria, si è reso legittimo qualcosa che non lo era e quindi, da questo punto di vista, io non ho né aspettative. Immagino che ne venga fuori qualcosa di buono. Siccome i film non si occupano della cronaca politica ma si occupano di tracciare dei paesaggi che devono valere al di là del contingente. E’ vero che il film ha incontrato questo momento straordinario di love story con il pubblico ed è vero che ha un’etichetta politica davanti ma, la ragione per cui questa etichetta politica ritorna a essere interessante è perché è collegata alla vita. La gente vede una storia che è legata alla possibilità di ripartire. Quando si blocca la vita in un punto, ci possono essere mille ragioni per cui si ferma e c’è sempre la possibilità di una ripartenza. Questo film dà questa possibilità al pubblico: condividere una storia che coincide con il ritrovamento della passione e delle ragioni vitali che, legate alla politica, hanno avuto un senso. Non dò una stretta colleganza tra il film e questo momento. Penso che il film ha intercettato qualcosa che fa parte di tutto quello che noi chiediamo alla politica da sempre e che la politica disattende.

Vede nei vari politici e tra le persone che si stanno affacciando qualcuno che possa dare un nuovo slancio alla politica?
Penso che sicuramente Renzi abbia delle grandi chance. Spero che, da qui al momento che gliele diano, non si lasci consumare dal terribile spirito autodistruttivo di questo partito. Mi auguro che, questo tempo, non serva per far fuori anche lui. Ci sono tante intelligenze che sono in ballo e che tra l’altro ho recentemente sentito. Il titolo del film è stato scelto – e questo è motivo di grande soddisfazione – per una manifestazione. Domani, infatti, vado a inaugurare un incontro a Reggio Emilia organizzato da Pippo Civati con i suoi referenti politici che è stato chiamato Viva la libertà. E poi c’è Fabrizio Barca e tanti altri che, in questo momento, possono avere un ruolo importante in quel partito. Quindi non sono pessimista, certo ci sono stati dei fattori che neanche la statistica delle assicurazioni può immaginare di unire. E’ molto difficile mettere insieme quello che ha determinato questo risultato terribile per l’Italia.

Paola Medori

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